Aspettando l’8 e il 9 giugno: Quale Europa?

Barca, Florio e Panariti al convegno organizzato da Apertamente il 3 maggio u.s.

Si avvicina la data delle elezioni europee. Sono elezioni importanti, perché succederà una cosa alla quale non siamo più abituati, potremo votare le persone, finalmente sceglierle.

Eppure, l’Europa ci sembra molto lontana, conosciamo poco del suo funzionamento e non sappiamo bene in che modo le istituzioni europee potranno intervenire nella nostra vita. Le elezioni europee sono, invece, l’occasione per decidere chi dovrà definire le nuove normative, votare i nuovi accordi commerciali, vigilare sulle attività delle altre istituzioni dell’UE e verificare che il denaro comunitario sia speso correttamente, oltre ad avviare indagini su questioni specifiche. Per questo motivo l’Associazione “Apertamente” ha accettato l’invito del “Forum Disuguaglianze e Diversità” e lo scorso 3 maggio ha ospitato a Monfalcone Fabrizio Barca e Massimo Florio per la presentazione del volume Quale Europa, edito da Donzelli, che entra nel vivo delle politiche europee individuando scenari, criticità e soluzioni possibili.

Fabrizio Barca, già ministro della coesione territoriale, economista e co-coordinatore del Forum insieme a Massimo Florio, professore di Scienza delle Finanze all’Università statale di Milano, moderati da Loredana Panariti, hanno affrontato nel corso della discussione questioni che ci toccano da vicino e sulle quali l’Europa potrebbe avere un ruolo decisivo.

Florio, autore delle pagine relative alla salute come bene pubblico europeo, ha messo in evidenza come i Paesi europei abbiano affrontato un’emergenza sanitaria molto grave senza essere completamente attrezzati. Benché l’Europa sia riuscita a garantire le vaccinazioni alla popolazione, le relazioni con le multinazionali farmaceutiche sono state opache e le risorse impiegate per acquistare vaccini sproporzionate rispetto al loro costo reale. Abbiamo, insomma, capito quanto costa non avere una politica sanitaria condivisa e siamo finiti in una trappola in cui la ricerca pubblica, o parte di essa, viene poi utilizzata a fini privati di arricchimento.

La proposta del Forum, proposta precedente la pandemia, è quella di creare un’ampia infrastruttura pubblica europea di Ricerca e Sviluppo che operi nell’interesse pubblico per la produzione di medicinali di interesse sanitario e strategico per l’assistenza sanitaria.

L’Europa è molto diseguale, diseguale tra paesi, diseguale all’interno degli stessi paesi. Segmentazioni razziali, di genere, di età e di classe plasmano il mercato del lavoro e la società in tutte le sue articolazioni. La lotta contro le disuguaglianze non ha dato i risultati che speravamo, anzi possiamo dire che le disuguaglianze sono aumentate. Il prossimo Parlamento europeo dovrebbe rimettere al centro le politiche di coesione, per produrre uno sviluppo armonioso e ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e il ritardo delle regioni favorite. Una coesione – come sottolineato da Barca – sia economica, sia sociale in netto contrasto con la cultura neoliberista degli ultimi trent’anni, egemone anche in Europa.

Nel corso della discussione è stato affrontato anche il paradosso del bisogno di manodopera e delle regole impossibili per i migranti cosiddetti economici, la necessità, ormai improrogabile, di ridurre le discriminazioni e di rivedere i regolamenti in tema di tecnologia digitale. Per queste (e anche altre questioni) sono state individuate risposte chiare e possibili: superare i gravi limiti del nuovo Patto Migranti e garantire i diritti delle persone, integrare in ogni politica europea attenzione e contrasto alle discriminazioni e ridurre il peso della proliferazione incontrollata dei diritti di proprietà intellettuale che conferiscono grandi poteri di mercato a pochi grandi soggetti.

La proposta agli elettori e alle elettrici è quella di privilegiare le persone rispetto agli schieramenti di partito, nell’ambito delle forze democratiche e progressiste, e di valutare curriculum e impegni su temi concreti.

Il futuro della democrazia europea è nelle nostre mani o, meglio, nelle nostre matite. Cambiare, affrontare le sfide globali, sostenere la democrazia che non dovrebbe mai essere data per scontata è un traguardo collettivo in cui tutti noi abbiamo un ruolo da svolgere.

Buone elezioni europee a tutte e tutti.

Loredana Panariti

Paolo Polli

 

 

 

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