Primo Maggio nazionale 2024 a Monfalcone – lettera di un cittadino monfalconese

 

Riceviamo e pubblichiamo una lettera pervenutaci da un cittadino monfalconese

Dopo molti anni in cui non partecipavo a grandi manifestazioni politiche a carattere nazionale sono sceso in piazza a Milano alla celebrazione del 25 Aprile 2024: da anni non partecipavo ad una manifestazione politica così piena di musica, di giovani e gente di tutte le età, sembrava la colossale manifestazione nazionale a Roma per l’art. 18 contro il Berlusconi di politica memoria. …

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Morti per amianto : vittime, non eroi

                         
Il 28 aprile ricorre la Giornata mondiale per le vittime dell’amianto, prodotto isolante dichiarato fuorilegge in Italia dal 1992.
Il Comune di Monfalcone, nell’aprile del 2018, scoprì una lapide sul lato destro del  palazzo comunale in cui ricordava “gli eroi silenziosi periti a causa dell’amianto”.
Da quel giorno, ogni 28 aprile. alcuni ex operai ed ex sindacalisti della Fincantieri iscritti al CRUA e risultati esposti all’amianto, posano un mazzo di fiori sotto la lapide ricordando che i morti a causa dell’amianto non devono essere considerati eroi ( dove “eroe” è, sostantivo maschile : persona che per eccezionali virtù di coraggio o abnegazione s’impone all’ammirazione di tutti).
Gli operai non sono mai stati consapevoli di cosa andavano incontro manipolando tale prodotto o solo respirando le sue fibre a bordo delle navi in costruzione, per cui inconsciamente sono diventati VITTIME del profitto.
Sulla base di questa semplice analisi si chiedeva di cambiare il testo iscritto sul marmo cancellando e sostituendo la parola EROI con la parola VITTIME essendo stato dimostrato, da atti processuali, l’esistenza di un diretto responsabile della loro morte.
Ci siamo ora accorti che qualcosa è stato rimosso dalla lapide – come si nota nella seconda foto in allegato – e cioè la parte dove veniva citata la parola EROI.
A nostro avviso il problema però non  è risolto in quanto se viene meno la parola VITTIME, ciò significa che non viene attribuita alcuna responsabilità e si va a difendere l’azienda coinvolta nella strage.
Noi continuiamo a contestare che gli operai sono morti, ed ancora oggi muoiono, a causa delle fibre di amianto respirate pertanto riteniamo che si debba ufficialmente dichiarare che essi sono delle VITTIME.
Ci auguriamo che il lavoro iniziato sulla lapide sia solo un inizio e che abbia una fine dignitosa per chi è morto creando profitto e facendo grande la città dei cantieri.
Franco Buttignon

 

 

 

 

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