Belli ciao

“Belli ciao”, così il leader della Lega e vicepresidente del Consiglio ha commentato ciò che sta accadendo alla Rai, dove si cacciano le voci non allineate a questa destra che guarda nostalgica al passato, dove si costringono professionisti di qualità a dimettersi per sostituirli con banali e obbedienti replicanti di comunicazioni precotte e veline fatte altrove.

La Rai vive dei nostri canoni, una società pubblica quindi, di noi tutti e che non dovrebbe essere, in nessuna occasione, terreno di conquista da dove si cacciano quelli che sono considerati nemici.

Ciò è ancora più grave in un Paese dove le tre maggiori reti private, Mediaset, sono proprietà di uno dei protagonisti politici del centrodestra italiano, quel Berlusconi presidente del Consiglio all’epoca dell’editto bulgaro che escluse dai palinsesti Rai Biagi, Santoro e Luttazzi.

Non si tratta però di commentare solamente l’infelice battuta di Salvini, “un incompetente (ahimè) chiamato a svolgere funzioni superiori alle sue capacità” come affermato con sin troppa eleganza da Gianni Cuperlo. Si tratta, a ogni livello, di vigilare perché l’informazione non sia suddita del signore, o signora, di turno, ed escluda, o minimizzi, le voci di chi non obbedisce, in favore delle notizie di regime sempre più puntuali, insistenti, invadenti, sempre più lontane dalla verità e vicine alla propaganda. Storie già sentite che si ripetono periodicamente, direte voi. Forse sì, ma nel momento in cui viviamo, con il governo più a destra dopo il 1945, qualche preoccupazione ci sembra giustificata.

Ecco quindi l’importanza di mantenere vive voci come Il Monfalconese, dichiaratamente schierato ma aperto ai contributi di tutti, libero perché non gode di contributi pubblici ma unicamente del sostegno volontario dei suoi lettori che sono sempre più numerosi. Aiutiamolo leggendolo, ora anche nel nuovo sito (www.ilmonfalconese.it) e sostenendolo con il vostro contributo; tanti piccoli aiuti fanno un grande aiuto, nel nostro caso una voce libera in più.

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