
L’8 ottobre scorso si è svolta una festa in occasione dell’Open Day al CSM di Monfalcone. Ecco il resoconto della giornata da parte di chi l’ha vissuta.
Prologo
Oggi la gente ti giudica per l’immagine che dai, vede soltanto la maschera che porti, non sa nemmeno chi sei, ma quando piangi in silenzio scopri davvero chi sei.
Relazione
Ho assistito alla festa organizzata con estrema cura da Claudia Miniussi, responsabile del personale del Centro di salute mentale situato in via Romana a Monfalcone. La festa si è svolta nel giardino e cercherò qui di illustrare la splendida iniziativa del Csm.
C’è stata una grande partecipazione: utenti, due classi del liceo Buonarroti, ma anche personalità legate in qualche modo alla salute mentale, come un rappresentante del Comune di Staranzano che ha spiegato il progetto murales negli spazi del Comune, il vicesindaco di Monfalcone Marta Calligaris, molto presente sul tema salute mentale, che dopo i ringraziamenti per l’invito, ha espresso la sua felicità nel vedere tanti giovani interessati a un argomento così delicato, ma attuale come non mai. Il Comune, ha detto, si sente partecipe nel sociale, nella cura della persona e nella multidisciplinarietà. Erano presenti anche il direttore del Dipartimento integrato, Dott. Semensin, e il direttore del Csm di Gorizia, Dott. D’Offizi, che ha parlato in modo diretto ai ragazzi del liceo spiegando che le persone bisognose di una mano, compagnia o terapia, prendano in considerazione di chiedere aiuto senza scrupoli.
Il tavolo più interessante è stato quello che parlava dello stigma (dal greco: marchio/segno visibile): il Dott. Bonn di Udine ha spiegato che il pregiudizio è un’opinione sbagliata non verificata, secondo lui gli ambienti sono sempre meno “sanitari” e più umanizzati, almeno in regione. Il direttore del Csm di Monfalcone, Dott. Austoni, ha detto che parlare di salute mentale è difficile in quanto argomento da trattare con i guanti, perché il pregiudizio, lo stigma, ostacola quelle persone che lo provano; ha spiegato che nel centro che dirige il personale si prende cura delle persone con difficoltà: il primo incontro avviene con il “Terp”, un operatore preparato ad accogliere la persona e a illustrarle il percorso da fare a seconda dei bisogni.
Nel primo pomeriggio è arrivato anche il sindaco Fasan che, nonostante i numerosi impegni, ha voluto fortemente presenziare per esprimere il suo orgoglio per avere a Monfalcone un centro che funziona molto bene.
Conclusione
Lo stigma o pregiudizio è una specie di zona grigia, nella quale la sofferenza della persona, che dovrebbe avere la priorità, viene scansata o lasciata alla sua situazione. Basta poco, anche solo una parola, per la persona che affronta un periodo difficile: non lasciate sole queste persone, non chiudete gli occhi.
Concludo con le parole di Franco Basaglia, che per me è e rimane un pioniere che ha dato il via a un radicale cambiamento per la salute mentale: “Da vicino nessuno è normale”.
Cinzia Demartini
