La cura passa anche attraverso l’arte – gli articoli di novembre de Il Monfalconese

Portare colore, natura e bellezza nei luoghi della fragilità per trasformarli in spazi di incontro, serenità e cura. È questa la visione alla base della proposta “Arte e Verde che Curano”, che punta a collegare simbolicamente e fisicamente l’Ospedale di Monfalcone alla futura Casa di riposo “Sereni Orizzonti” attraverso un percorso verde e artistico. Dallo stato di avanzamento dei lavori del cantiere in via Galilei, si evince chiaramente l’assenza di spazi verdi a disposizione di ospiti e professionisti.
L’iniziativa si ispira alla “Via degli Artisti” di Ronchi dei Legionari, presso la casa di riposo Corradini, dove l’incontro tra arte e natura ha già dimostrato effetti positivi sul benessere individuale e sulla coesione sociale. Anche a Monfalcone si immagina un cammino costellato da panchine dipinte, pareti con poesie, fiori e installazioni vegetali, che possa arricchire la quotidianità di pazienti, ospiti, familiari e operatori sanitari.
Al centro del progetto c’è la partecipazione della comunità: scuole, associazioni, artisti e cittadini saranno protagonisti della trasformazione, contribuendo a creare un vero e proprio laboratorio collettivo, in cui la bellezza diventa parte integrante del prendersi cura.
L’umanizzazione delle cure, in particolare per le persone anziane e fragili, non passa solo attraverso trattamenti medici, ma anche attraverso la qualità degli ambienti in cui vivono e vengono assistite. Numerosi studi dimostrano che il contatto con la natura riduce ansia e stress, favorisce la socializzazione e può persino accelerare il recupero fisico e psicologico.
“Arte e Verde che Curano” è un progetto che vuole riconnettere luoghi di cura e vita, rendendoli accoglienti, stimolanti e ricchi di significato. Un percorso tra ospedale e casa di riposo che diventa simbolo di continuità, attenzione e rispetto per i nostri anziani.
Questo progetto vuole promuovere un messaggio semplice ma profondo: curare significa anche accogliere, ascoltare, creare bellezza attorno alle persone. Soprattutto quando sono fragili. Umanizzare le cure è un atto di civiltà. Farlo attraverso arte, natura e partecipazione è un modo per costruire una comunità più attenta e solidale.
Michela Percuzzi

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