
Cari lettori, in attesa dell’uscita del numero di novembre de Il Monfalconese , condividiamo con voi gli articoli più interessanti del numero di ottobre
L’integrazione passa attraverso l’istruzione
A Monfalcone le scuole tracciano le coordinate di cosa sia l’istruzione multietnica. Non è proprio una cosa di oggi, ma una realtà che negli ultimi decenni si è sviluppata conseguentemente all’incremento della produzione navalmeccanica. Molte sono le giovani famiglie straniere trasferitesi a Monfalcone, famiglie che hanno bisogno di scuole e auspicano per i loro figli un’adeguata istruzione nel paese che li ha accolti.
Così, gli insegnanti di Monfalcone fanno scuola con percentuali di bambini autoctoni minime e percentuali altissime di bambini di diverse etnie. Una scuola internazionale, un esercizio di mondo, verrebbe da pensare, che prepara alla relazione e alla conoscenza del mondo di domani. Sembrerebbe una realtà stimolante e arricchente, dove le diverse culture si conoscono e si confrontano, ricavandone formazione e istruzione per tutti. Ma non è proprio così: gli alunni provengono da realtà familiari diverse, talvolta molto lontane dagli standard attuali e richiedono situazioni formative adeguatamente pianificate e agite.
In questa realtà scolastica gli strumenti tradizionali sono poco efficaci e bisogna ricercare e sperimentare nuove metodologie. Le attività didattiche si arricchiscono di metodologie del fare e dello sperimentare sul campo per trovare percorsi adatti, caratterizzati da esperienze vissute che stimolano lo sviluppo delle diverse personalità e dell’apprendimento. Metodi di scoperta che partono dalle conoscenze personali di ognuno e si sviluppano attraverso esperienze concrete per essere rappresentate e trovare adeguate correlazioni in riferimenti linguistici condivisi (esprimersi in lingua italiana).
La scuola diventa quindi un momento importante di formazione e istruzione e punto di riferimento per le famiglie che attraverso essa riescono a dialogare con il territorio. Pertanto, puntare sull’istruzione dovrebbe diventare obiettivo fondamentale delle politiche sociali.
La scuola costruisce i ponti e la continuità con le agenzie educative del territorio, dovrebbe promuovere opportunità di confronto e crescita non solo per i bambini ma per tutto il tessuto sociale che ruota attorno all’infanzia.
Detto questo, ci si aspetterebbe un investimento importante da parte delle amministrazioni per armonizzare i diversi interventi, impegni finanziari nelle politiche istruttive e formative, nello sport e nelle attività pomeridiane di motricità e aggregazione sociale. Questo purtroppo non avviene. Il volontariato, gli oratori e alcune società sportive si impegnano in maniera artigianale a soddisfare questi bisogni, ma sono spesso ostacolati o comunque non sostenuti dalle politiche amministrative.
Monfalcone è un complesso laboratorio sociale che ha bisogno di adeguate pratiche educative che non riescono a decollare!
Daniela Goriano
