Fallimenti collaterali – gli articoli dal numero di ottobre de Il Monfalconese

L’intensa battaglia condotta dalla Lega contro gli immigrati a Monfalcone ha prodotto risultati elettorali eclatanti e ha portato un oscuro sindaco di una città di provincia a diventare deputato europeo. Una campagna mediatica intensa, la pubblicazione di un libro, l’orientamento ideologico dato a manifestazioni culturali come Geografie, la battaglia per la chiusura dei centri culturali islamici artatamente indicati come moschee e finanche un’intensa campagna contro le biciclette, spesso unico mezzo di locomozione degli immigrati, hanno raccolto il consenso di chi si è lasciato convincere che il nemico da temere fossero gli immigrati, in particolare quelli di religione islamica (e pelle scura).
Il disagio provocato dall’immigrazione è oggettivo, perché l’aumento improvviso della popolazione ha messo sotto stress tutte le strutture sociali; tuttavia dovrebbe essere ovvio che la colpa non è di questa moltitudine di persone in cerca di un futuro migliore, ma di chi ne ha favorito l’arrivo in massa senza predisporre un’adeguata gestione, cioè, almeno in parte, la Lega!
Come sappiamo, l’immigrazione è dovuta al cambiamento delle politiche produttive di Fincantieri, che è un’azienda a partecipazione statale, e al Governo abbiamo (anche) la Lega. I Decreti flussi con i quali sono stati autorizzati gli arrivi di quasi un milione di immigrati (450.000 per il triennio 2023/2025 e 495.000 2026/2029) come forza lavoro per l’agricoltura e l’industria sono stati firmati dal Governo attuale, del quale un vicepresidente del Consiglio e Ministro è il segretario della Lega Salvini. Quindi dovrebbe essere chiaro che combattere il disagio non significa combattere l’immigrazione, ma gestirla, trasformando i problemi in opportunità. E su questo il fallimento della Lega, e anche dell’Amministrazione comunale da essa gestita, è totale.
Un fallimento che emerge innanzitutto nella spaccatura esistente nella nostra società, e non solo tra gli immigrati e la popolazione da più tempo residente a Monfalcone, ma soprattutto tra gli stessi monfalconesi, che si stanno dividendo tra chi sostiene queste crociate contro gli immigrati e chi invece ragiona in modo inclusivo e soprattutto pragmatico nei confronti di un fenomeno ineludibile.
Se il centro città e le varie manifestazioni sono frequentate da pochissimi bisiachi, questo succede non solo perché il centro è popolato da tantissimi immigrati, che occupano gli spazi che noi lasciamo vuoti, ma perché questa spaccatura ci rende difficile continuare a guardarci in faccia. Un fallimento che rende molto alla Lega in termini elettorali: guardando alle ultime elezioni, prima ancora che far vincere la Lega, sembrava che agli elettori importasse far perdere l’opposizione.
“Dividi et impera” non va mai fuori moda. E ci aggiungiamo anche un bel “panem et circensis”, pane e circo al popolo: la spettacolarità delle operazioni edilizie, tanto celebrate quanto inutili, qualche concerto in piazza, tutto per creare l’illusione di “fare” e mascherare i fallimenti. Spettacoli dei quali paghiamo un biglietto a un prezzo che nemmeno immaginiamo.
Massimo Bulli

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