
𝗥𝗶𝗰𝗲𝘃𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗲 𝘃𝗼𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗺𝗽𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗣𝗿𝗼𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗠𝗼𝗻𝗳𝗮𝗹𝗰𝗼𝗻𝗲
In questi giorni l’ex Sindaca Cisint si è occupata molto di Fincantieri, tuonando a destra e a manca come sempre, senza molto costrutto.
Quasi tutti, a Monfalcone, vorremmo che Fincantieri lavorasse (insieme al Comune) ad un più attento sviluppo cittadino, in modo da poter vivere in una città migliore.
Molti, a Monfalcone, inseguendo le filastrocche dei pifferai leghisti che ci governano, hanno dato loro la preferenza, votandoli ed eleggendolo un sindaco leghista, in attesa di un qualche segnale di miglioramento.
A questo punto e dopo molti anni di vuoto spinto su queste politiche, noi non riteniamo verosimile che la ex Sindaca possa definire “esperto” il proprio pensiero in ordine ai rapporti con Fincantieri, perché non risulta che la sua esperienza derivi da un rapporto costante e produttivo con l’azienda.
Riteniamo invece che il suo atteggiamento sia stato perennemente conflittuale. Basta ricordare le “battaglie” e le espressioni “schiena dritta” e “pugni sul tavolo”, che non hanno certo portato benefici alla comunità monfalconese, ma solo alla propria propaganda politica.
Merita richiamare la ferma risposta dell’amministratore delegato di Fincantieri sui rapporti tra Fabbrica e Città.
Per quanto riguarda le “proposte concrete”, riteniamo che quanto espresso nel comunicato, ovvero la proposta di creare “Società consortili” che dovrebbero garantire un controllo più efficace del sistema produttivo, consentendo la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, non chiarisca cosa vi sia di realistico.
Cosa cambierebbe davvero sulle procedure assunzionali?
Cosa cambierebbe in materia di sicurezza?
Chi dovrebbe decidere che le ditte subappaltanti debbano costituirsi in Consorzio?
Chi le costringerebbe o chi le metterebbe d’accordo?
E Fincantieri lo troverebbe conveniente? Perché il punto, alla fine dei conti, è questo.
Fincantieri è uno dei più importanti complessi cantieristici al mondo, il più importante gruppo navale d’Europa e il quarto a livello internazionale con quasi 23.000 dipendenti, 18 stabilimenti in 4 continenti.
Allo stato attuale i processi produttivi che richiedono un grande afflusso di stranieri, e la politica dei subappalti, sono gli elementi che permettono a Fincantieri di restare sul mercato.
Inoltre, dal momento che Fincantieri è una Azienda partecipata dello Stato, le decisioni strategiche sono di pertinenza del Ministero dell’economia, che le concerta con Fincantieri stesso e non certo con il Comune di Monfalcone.
La ex Sindaca dichiara la massima disponibilità del Comune ad un dialogo. Alla buon’ora, diciamo noi!
Ma vorremmo prima mettere in ordine alcune informazioni.
Premessa.
Fincantieri dipende dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ovvero dal Governo; quindi la direzione centrale e i singoli cantieri dipendono dalla politica nazionale, in primis, e poi regionale e locale.
Riassumiamo brevemente la storia della politica nazionale e locale.
In questi anni la Lega ha governato a livello nazionale per 17 anni negli ultimi 25:
Berlusconi II 2001-2005 (5 anni)
Berlusconi III 2005-2006 (1 anno)
Berlusconi IV 2008-2011 (4 anni)
Conte I 2018-2019 (2 anni)
Draghi 2021-2022 (2 anni)
Meloni 2022-2025 (già 3 anni)
In questi anni la Lega ha governato a livello regionale per quasi 8 anni negli ultimi 10:
Fedriga I 2018-2023 (5 anni)
Fedriga II 2023-2025 (più di 2 anni)
In questi anni la Lega ha governato a livello comunale per 9 anni negli ultimi 10:
Cisint I 2016-2022 (più di 5 anni)
Cisint II 2022-2024 (più di 3 anni)
Fasan (quasi 1 anno).
La prima domanda è: secondo voi, chi poteva fare qualcosa per cambiare i rapporti tra Fincantieri e la Città di Monfalcone?
La seconda domanda è: se non lo ha fatto, merita ancora di governare?
La terza domanda è: come giudichiamo chi fa post piagnucolosi ma poi, governando, non fa nulla per cambiare lo stato delle cose?
In conclusione, giudicate voi, serenamente.
Progressisti per Monfalcone
